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Biografia Artistica |
La Ceramista
Fin dall'esordio, la Farneti impone la propria personalità artistica in Terra di Ro-magna, come attestano gli apprezzamenti ricevuti nelle numerose mostre ivi allestite. Meritano particolare citazione, per la pecu-liarità degli edifici che le hanno ospitate, le seguenti: 1) Mostra nel Palazzo Briccolani di Premil-cuore (FO) del 1996; 2) Mostra nel Castello Verginese di Ferra-ra; 3) Mostra nello storico Magazzino del Sale ristrutturato di Cervia (2002). L’Arte di Claudia Farneti è stata protago-nista in diverse manifestazioni recenti. Il 2 maggio 2004 la nostra Artista ha il-lustrato “il filo conduttore” della sua nuova creazione denominata “La Versatilità del Progetto” nel Talk Show “Caccia all’Artista”, andato in onda sulle Reti televisive del Gruppo Ostitel su iniziativa del Giornale degli Artisti, trimestrale diretto dalla Giorna-lista Nadia Giovagnoli di Rimini. Il 29 maggio Claudia Farneti ha presen-ziato alla premiazione, con sue opere in ce-ramica, dei partecipanti alla manifestazione annuale denominata “Cervia Città Giardi-no–Maggio in Fiore”. Caratteristico il deco-ro scelto dalla Farneti per gli oggetti pre-mio: un decoro rinascimentale del ’400, denominato "la palmetta”, cui veniva attri-buito all’epoca un significato di pace. Il 30 maggio, in prosecuzione della sun-nominata manifestazione il Comune di Cer-via ha conferito il premio speciale denomi-nato “Ambasciatore del Verde” alla nota conduttrice televisiva Licia Colò. Anche in tale occasione l’espressione visiva del pre-mio è consistita in un’opera di Claudia Far-neti, un grande piatto da muro decorato col motivo della palmetta. L’Artista ha illustrato direttamente alla conduttrice televisiva, nota ambientalista e operatrice di pace, il signifi-cato del decoro. Claudia Farneti collabora anche con la So-cietà sportiva “Podistica Cervese”, per la quale prepara i premi artistici da distribuire in occasione delle manifestazioni sportive. Questo ricco excursus artistico non poteva mancare di suscitare riconoscimenti pubbli-cati in diversi cataloghi del ramo. Citiamo la Guida agli Artigiani Ceramisti dell'Emilia-Romagna ed il compendio titolato "Fatto a Mano", che indirizzano ai vari maestri e luoghi tipici dell'artigianato artistico della Regione in generale e della Provincia di Ravenna in particolare. Claudia Farneti an-novera inoltre articoli, recensioni e inter-viste, in parte riportate in questo sito. Una tra le creazioni più rilevanti della nostra Artista, diffusa nel mondo, è costituita dal pannello realizzato per l’Associazione L’A-cetaia d’Italia, promotrice dell’Aceto Balsa-mico di Modena. Tale pannello, replicato in cento pezzi numerati, dipinti a mano uno per uno, raffigura in stile buco-liconaif i quattro momenti della produzione dell’aceto balsamico. L’opera è stata scelta anche come pagina d’apertura del libro edito dall’Associazione sotto il titolo “Un viaggio intorno all’Acetaia d’Italia”. Dopo un percorso artistico nel campo della ceramica, che attraversa diversi stili, dal “Romagnolo” al “Tradizionale”, dal “Ticchio-lo” alle rivisitazioni dei motivi Rinascimen-tali e alle elaborazioni in “Rustico-naif”, Claudia Farneti, ha sentito l’esigenza di esprimere la sua sensibilità, indotta a ciò da una necessità evolutiva del suo percorso artistico, in una ricerca prettamente perso-nale. Ha così inaugurato una produzione di pregio unica nella sua concezione, la cui originalità consiste nello sposare il concetto di un’Arte che arreda col concetto della funzionalità dell’oggetto che la esprime. Nasce così la creazione artistica deno-minata “La Versatilità del Progetto”, pre-sentata per la prima volta alla Mostra, denominata "ad Arte", dedicata a vari Ar-tisti, e ospitata nello storico fabbricato, di recente restaurato, del Magazzino del Sale di Cervia. In tale progetto, imperniato sulla semplicità delle forme sferica e cilindrica, Claudia è affiancata dalla sorella Sabrina Farneti, architetto, la quale pone la sua peculiarità di progettista al servizio della ’interpretazione dell'Artista. Prendono così forma elementi d’arredamento per ciascuno dei quali è individuabile una gamma di funzioni secondo l'estro dell'usufruitore. Tali elementi, assemblati tra loro, possono dar luogo ad corpo unico concepibile come forma artistica nella sua globalità. Di qui il termine "Versatilità"... Ma l’innovazione di questo filone artistico risiede anche nella composizione degli smalti, particolarmente studiata, che ha per-messo, in virtù di indovinate tecniche di ri-duzione in forno, una restituzione di riflessi ricchi di sorprendenti sfumature che vanno dal bronzo all'oro. Il tono quasi metallico che ne risulta, superando una preconcetta attribuzione di freddezza, suscita nell'os-servatore un caldo senso di preziosità, che lo conduce a penetrare con emozione nel variegato animo dell’Artista nel momento cruciale che la vede vivere la trasforma-zione della materia grezza in opera d’Arte. |
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La Pittrice
Claudia “pittrice” nasce ancora prima di Claudia ceramista. Abbiamo scritto “pittrice” tra virgolette, perché il termine ci riporta ad una pittrice in erba. Ma, sentiamo Claudia stessa che ci racconta il fatto. «Ero piccola, ero alla Scuola elementare e già copiavo le figure dei cartoni animati in modo perfetto. Non seguivo sempre attenta-mente le lezioni perché in ogni momento mi divertivo a usare le matite colorate, e la maes-tra, anziché richiamarmi ad una attenzione di dovere, mi lodava ammirata anche presso i miei genitori sottolineando loro che ero molto portata per il disegno. La Maestra Pina, questo era il suo nome, era per me la maestra ideale. Di origine siciliana, mi parlava sempre dei suoi luoghi nativi impreziositi dal profumo dei fiori d’arancio. Le sue parole sono rimaste fortemente impresse dentro di me lasciandomi la sensazione d’a-vere vissuto nella realtà le bellezze descrit-temi della Sicilia. Oltre che essere una maestra era anche un’amica, e raccomandava in ogni occasio-ne ai miei genitori di indirizzarmi agli studi nel campo dell’Arte. Devo a questo suo costante interessamento verso di me l'avere frequen-tato il Liceo Artistico e successivamente la Scuola di Ceramica. Fin dal tempo del Liceo, la Pittura è stata per me molto importante; era il modo di espri-mere me stessa. Per vari motivi, però, ho seguito prioritariamente il percorso artistico della Ceramica. D’improvviso, ad un certo momento del mio sviluppo artistico, si è riacceso in me il vec-chio impulso della Pittura e ho ripreso in mano i pennelli e la tavolozza dei colori per dipingere a olio su tela. Sento che questo è ora il modo più adatto per esprimere di getto le mie emozioni e lasciare sfumare nell'infinità dei colori la realtà che rivive nella mia im-maginazione». “Esprimere di getto le mie emozioni” dice Claudia. Questa verità la si scopre subito nei suoi quadri che appartengono allo stile cui ha dato il nome di “Reality-allegorico". Claudia pittrice non è un’Artista astratta. I suoi colori non impressionano la tela separati da un substrato figurativo, e neppure è un'adepta del surrealismo moderno, Essa rivela il suo estro emozionale del momento attraverso la rappresentazione di oggetti concreti. Pur tut-tavia, la scelta di questi, la loro figurazione e “gli accessori” che vi sono contestualmente ritratti, danno chiara l’impressione “dell’in-quietudine” che ha guidato il suo pennello. Si entra così in un mondo incorporeo, fatto di sensazioni, attraverso la guida di oggetti reali che cessano d’essere reali nel momento in cui hanno compiuto la loro “missione”, quella di farci entrare con delicatezza nell’animo dell’Artista, mettendoci a contatto con un frammento della suo pensiero emotivo. Un altro “filone” di Claudia è la trasduzione su tela dei soggetti “bucolico-naif” impressi sulle formelle di ceramica. Una copia? Assoluta-mente no! Le emozioni suscitate, sono diver-se. Questa è la prova che non possono es-sere considerati copie, ma un modo pitto-ricamente diverso di interpretare il mondo contadino di un tempo passato anche quando rimane espresso dalle stesse figurazioni. E’ una nuova scoperta di Claudia. Il pennello su tela è qualcosa di sorprendentemente diver-so dal pennellino sullo smalto di una terra-cotta. Sulla tela la realtà “esplode”, sullo smalto resta soffusa di un mistero lontano. Due modi diversi di pensare e interpretare, due accen-tuazioni diverse della medesima realtà. “Una vendemmia su tela” accende il desiderio di “festeggiare”, sullo smalto si adombra di nos-talgie e in un certo senso ci porta più lontano nel tempo.
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