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Intervista dell'Architetto Fulgenzia Ravegnani |
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Ai margini della Manifestazione “Cervia città giardino-Maggio in fiore”
<<Mi chiamo Fulgenzia Ravegnani e sono Architetto. In virtù anche della mia professione sono appassionata di Arte, specialmente di quella connessa con l’elaborazione di un supporto materiale, sia nella forma che nella sua decorazione. E’ per questo motivo che, venuta a conoscenza attraverso la Stampa locale, della Manifestazione “Cervia città giardino - Maggio in fiore”, nella quale Lei è stata protagonista con le Sue opere ceramiche, ho chiesto di incontrarLa per saperne di più del Suo iter artistico>>. <<La ringrazio di questo Suo interessamento. Sono stata protagonista della Manifestazione che Lei cita, nel senso che sono stata la commissionaria da parte del Comune di Cervia dei premi, tutti oggetti in ceramica decorata a mano, con i quali sono stati onorati i partecipanti della Manifestazione>>. <<E io penso che il Comune di Cervia non poteva fare scelta migliore riguardo al genere dei premi per dare lustro alla Manifestazione “Cervia città giardino-Maggio in fiore”. So che tale iniziativa vuole promuovere l’arte della composizione floreale come quell’aspetto più tipicamente rispondente a trasmettere la solarità di un ambiente turistico estivo e la gioia nel cuore delle persone che per qualche giorno vogliono dimenticare, con la riposante serenità delle bellezze della Natura, lo stress delle comuni incombenze affrontate nel corso di un intero anno lavorativo. Il fatto che siano state delle opere d’arte, al pari di quelle della Natura figlie di una stessa Creazione, i premi prescelti per celebrare un avvenimento in cui la Natura viene esaltata, è una scelta di valore emblematico. Quelle opere, Claudia, sono uscite dal Suo animo e dalle Sue mani. E’ questo che mi ha molto “intrigato”, ed è per questo che ho sentito il desiderio di conoscere e penetrare meglio il Suo mondo>>. <<La ringrazio, Fulgenzia, del Suo apprezzamento. Mi chieda pure quello che vuole sapere>>. <<Voglio incominciare da lontano (ma neanche troppo…Lei è giovane). So che ha frequentato il Liceo Artistico e dopo il Diploma, la Scuola di Ceramica. Questo è ovvio perché una sensibilità artistica per poter trovare le sue vie espressive necessita anche degli opportuni strumenti tecnici, però nessuno strumento tecnico può rivelare l’Artista se questi non ha un “animus” interiore che sia sede e custode delle sue proprie emozioni. Perciò Le chiedo: quando e in quale occasione ha scoperto la necessità di esprimere in una forma artistica le Sue emozioni e di trasmetterle alle persone in grado di accoglierle?>> <<E’ una domanda difficile…E’ come chiedere: “Perché tu sei così?” Io sono molto introversa, riservata, ma nello stesso tempo sento il bisogno di comunicare. In me c’è una specie di lotta, per un verso vorrei espandere le mie emozioni al di fuori di me, nel desiderio acuto di un’accoglienza, ma d’altro canto mi sento incapace di farlo, di uscire dal mio guscio….forse è per questo che inconsciamente è maturata in me l’idea di servirmi dell’Arte per uscire da me stessa…insieme alla mia opera…>> <<Cioè, mi sembra di capire, Lei affida alle sue opere le sue emozioni per esprimerle…D’altra parte penso che sia questo il percorso di tutti i veri Artisti. I veri Artisti sono dei “combattenti” nel loro animo, che cercano di “forzare” le porte della loro interiorità affinché le loro ricchezze possano uscire alla luce del sole. Il paradosso è che le loro ricchezze sono in grado di riscaldare chi le accoglie più della luce del sole>>. <<Io mi sento un po’ confusa di fronte a questa analisi…>> <<Giro un po’ più “sul Tecnico”. Come nasce una Sua ceramica?>> <<Ovviamente acquisto i materiali grezzi, i semilavorati, e naturalmente li acquisto a Faenza, la città della ceramica per eccellenza, ma non mi limito ad acquistare le forme tradizionali…o meglio, questo l’ho fatto per un lungo periodo di tempo, sperimentando per quanto riguarda il decoro, diversi stili, anzi tutti quelli localmente noti, dal tradizionale, al romagnolo con particolare riguardo al “ticchiolo”, poi il rustico-naif fino a giungere alle rielaborazioni di stili rinascimentali…ma in questi ultimi tempi, intendevo dire, sono io stessa insieme a mia sorella Sabrina, che è Architetto, a progettare forme nuove di grezzi che dò poi da realizzare ai tecnici di Faenza. Si tratta di un nuovo filone artistico che ho scoperto… “dentro di me”, visto che mi si vuole analizzare… >> <<Claudia, sei fantastica…mi permetti di darti del “tu”? Analizzare? Non proprio. Penetrare. Mi accorgo che sto entrando nel tuo mondo, e trovo che il tuo mondo è bello…parlami di questa tua nuova “scoperta”>>. <<Guarda, non si tratta propriamente di una scoperta, anche se prima mi sono espressa in questi termini. Generalmente, chi vuole “scoprire” mette in atto qualche proposito “avventuroso”…voglio dire: a monte di una scoperta c’è un’intenzione. Ebbene, io non sono stata mossa da nessuna intenzione…la cosa non è avvenuta in maniera cosciente…come se un giorno ti mettessi a pensare e finissi col dire: “Toh, voglio fare una scoperta nuova, sono stufa del mio mondo antico, andiamo a vedere se scopro l’America! No, no, ti posso assicurare che non è avvenuto affatto così…La cosa è capitata senza che io mi accorgessi di fare una cosa nuova…forse tu dirai che era il mio spirito interiore che voleva uscire con una nuova comunicazione. Ebbene, forse è così, il mio spirito voleva uscire con una nuova comunicazione e non mi ha avvisato affatto che stava uscendo…>>. <<E così ti sei ritrovata a misurarti con un nuovo “stile” ceramico, uno stile che era dentro di te…un TUO stile!>> <<Esattamente così…quando mia sorella ha visto che stavo tentando, a mia insaputa dicevo, di dare vita a pezzi diversi che componendosi sembravano acquistare una unità artistica e un significato proprio, si è messa a pensare e alla fine mi ha detto: “non credi, Claudia, che anche noi due possiamo unirci come quei due pezzi per dare vita ad una unità con un significato proprio? “CIOE’?” le ho risposto con voce assordante (nel tuo articolo riportala in maiuscolo!) “Progettiamo assieme i grezzi, io che sono Architetto, li traduco in un disegno tecnico e poi li facciamo realizzare a Faenza. Quindi tu decorerai questi pezzi in “modo speciale”>>. <<Immagino che “MODO SPECIALE” lo vuoi scritto nel mio articolo in lettere maiuscole>>. <<Questo è ovvio, lo devi scrivere in lettere maiuscole!>> <<Sai che ti dico, mia dolce Claudia, che tu non sei poi così introversa e timida come ti descrivi, senza che questa osservazione incida minimamente sulla tua Arte, beninteso! I veri Artisti, dopo le loro lotte interiori, e i giusti riconoscimenti, acquistano un’esistenza solare e diventano oltre che veri, grandi! Dimmi che sei su questa via!>> <<Per il momento sono su di una via ove mi sento un po’ confusa per le tue parole… >> <<Scusa la mia intrusione… però non puoi privarmi dell’entusiasmo che mi dà la tua persona…avanti, raccontami ancora, in che consiste esattamente la tua nuova Arte!>> <<Lo puoi capire osservando per esempio, l’opera che è stata esposta nello storico ambiente ristrutturato del Magazzino del Sale a Cervia. Si tratta di un’opera prima. Essa è composta di più pezzi, ognuno dei quali può rivestire una funzione propria come vaso da fiori, porta ombrelli ecc. e nello stesso tempo, ricomposti, danno luogo ad un oggetto d’arte concepibile come oggetto d’arredamento. E’ per questo che io e Sabrina, abbiamo denominato questo filone artistico “La Versatilità del Progetto”. Interessante è il fatto che tutti questi oggetti d’Arte utilizzano nella loro espressione le forme della sfera e del cilindro, come elementi massimamente adatti a promuovere un senso di compiutezza armonica e quindi una visione riposante…>> <<Ho letto che hai fatto ricerche particolari in fatto di smalti>>. <<E’ vero, la decorazione di questi oggetti è un fatto molto particolare e ha richiesto da parte mia un accurato studio sugli smalti più adatti, che potessero indurre nell’osservatore l’emozione più rispondente al particolare momento che l’Artista sperimenta nell’atto di trasformare la materia grezza in un “veicolo” di bellezza>>. <<E quale è stato il risultato della tua ricerca?>> <<Dopo diverse sperimentazioni sono riuscita a mettere a punto uno smalto che attraverso una particolare cottura restituisce riflessi di tono metallico con sorprendenti sfumature che sembrano evanescenti pennellate dal tono di oro e di rame, che esaltano la curvatura della prospettiva>>. <<Come dire, che se ti mancasse il successo nell’Arte, potresti finire in qualche laboratorio chimico! Per fortuna, questo non è il tuo caso. A proposito, cosa ti aspetti in fatto di successo da questa tua nuova produzione di ceramiche?>> <<Successo commerciale, intendi? Il successo commerciale è decretato dal pubblico, io mi sono lasciata guidare solo da una mia esigenza interiore…>> <<Lo capisco perfettamente, e quello che dici collima in pieno con l’impulso che ha guidato me verso la scoperta del tuo mondo, ciò che ti dicevo all’inizio. Ma ritornando appunto all’inizio del colluquio, ho sentito che hai consegnato personalmente in occasione della manifestazione floreale il premio titolato “Ambasciatore del verde” a Licia Colò, la nota conduttrice televisiva dei programmi ambientalisti della RAI>>. <<Si è vero. Si trattava di un piatto di grandi dimensioni decorato col motivo della cosiddetta “palmetta”, un decoro rinascimentale del ’400, che aveva un significato emblematico, quello della pace. Della vera pace, in quanto simboleggiava le palme che la folla agitava nell’accogliere Gesù a Gerusalemme. E’ notorio che Licia Colò è una ambientalista convinta, osteggiatrice della caccia e di tutto ciò che deturpa l’ambiente e lo allontana dalla vocazione conferitagli dalla Creazione, dalla sua Natura stessa. L’assenza di ogni forma di violenza in esso e la sua goduta contemplazione sotto l’egida di una pace interna ed esteriore, è condizione essenziale per la sua salvaguardia, e così penso che la Conduttrice abbia particolarmente apprezzato una ceramica che contiene nella sua decorazione questo messaggio>>. <<Ne sono convinta al massimo, Claudia, e nel salutarti con un forte abbraccio, sarò io la prima a ringraziarti non solo per il colloquio che mi hai concesso, ma soprattutto per l’opportunità che ne ho tratto della tua conoscenza, una conoscenza che non può mancare di arricchire qualunque persona che abbia la fortuna di incontrarti. Grazie Claudia, ti auguro un successo enorme!>>
Fulgenzia Ravegnani, Architetto.
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